ROBERTO MASI PHOTOS

QUI NEL DONBASS RIMANGO FINCHE' RIESCO

date » 19-04-2022 14:00

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tags » fotogiornalismo, ucraina, cesura, micalizzi, rocchelli,

Gabriele Micalizzi, fotoreporter nato a Milano nel 1984, e nel 2008 tra i fondatori del collettivo Cesura, da oltre un decennio copre il Medio Oriente per le maggiori testate internazionali. Da alcune settimane racconta la guerra tra Russia e Ucraina dal Donbass: il 18 marzo lo abbiamo raggiunto al telefono per raccogliere alcune considerazioni sul suo lavoro.

Dove si trova e da quanto tempo?
Ora sono in Crimea perché oggi è l’anniversario dell’annessione alla Russia e Putin ha parlato alla popolazione all’interno di uno stadio. Insieme al giornalista con cui sto lavorando abbiamo voluto coprire questo evento. In queste ultime settimane però ho sempre tenuto Donetsk come base. Sono partito da Milano il 17 febbraio e sono andato a Mosca, poi a Rostov e da lì ho preso la macchina e sono arrivato nel Donbass il 18, qualche giorno prima che scoppiasse la guerra. Avevo capito che se doveva succedere qualcosa, per forza sarebbe partito da lì.
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Perché ha deciso di rimanere nel Donbass invece che spostarsi in città cruciali come Kiev o Mariupol?
Per due motivi. Nel 2014 qui, a Slov”jans’k, è stato ucciso Andy Rocchelli, mio collega all’interno del collettivo Cesura, a causa di un colpo di mortaio esploso dall’esercito ucraino. Nel processo noi di Cesura siamo parte civile e per questo io sono nella blacklist del Governo. Ho più difficoltà ad andare in quelle zone. Il secondo motivo è che questa guerra si potrebbe dividere idealmente in due parti, una bellica e una di propaganda, per entrambe le fazioni. Per me è davvero importante mostrare la verità anche da questo punto di vista, l’altro lato. Siamo in pochissimi a farlo da qui.
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GABRIELE MICALIZZI A FOTOINTERVISTE

date » 29-01-2021 10:03

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tags » reporter, fotoreportage, fotografia,

“Viene tutto fuori dal background che hai e all’attitudine di vita”, ci spiega Gabriele Micalizzi, “io sono partito con i graffiti, andavo allo stadio, ho scelto delle attività in cui dovevo sfogarmi, come persona, sia a livello di espressione che fisico; questa cosa mi ha preparato ad affrontare certe situazioni. Studi tanto per fare questo mestiere, eppure ti devi cacciare nelle situazioni, ti devi buttare, molte volte ti prendi dei rischi, anche se bisogna calcolarli, in questo senso l’esperienza ti fa capire cosa è meglio non fare, cosa è molto pericoloso. Questo è un mestiere che impari sul campo, non c’è nessun tipo di preparazione al mondo che ti può forgiare”.

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SE LA VITA E' UNA SCENA

date » 16-10-2020 11:52

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Dall'articolo di Michele Smargiassi:
"... Perché Scene è un progetto a lungo termine di Majoli, fotografo italiano di Magnum, un progetto che ha fatto molto discutere perché sfida il confine tra reportage e fiction, quel confine di ferro che i fotoreporter dicono solitamente di non aver mai attraversato.

Lui invece rivendica di averlo fatto. Di aver cominciato a fotografare “la teatralità della vita”. Nel sito di Magnum lo spiega così: “Mi son detto, cosa succede se monto delle luci, degli strobe potenti, attorno a persone che stanno facendo qualcosa di normale, che so, prendere un caffè, fare la spesa, seguire un funerale?”

Che la scena della strada diventa la scena di un teatro. Appunto."

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LE IMMAGINI SENZA PIETA' NEL FOTOGIORNALISMO

date » 02-09-2019 15:56

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tags » fotogiornalismo, etica, reportage,

‘’ Divenni un fotografo e non una persona’’. Con poche parole il fotografo norvegese Hampus Lundgren descrive il prevalere dell’ istinto professionale sugli altri impulsi (la pietà, la solidarietà, l’ urgenza del soccorso) che scatta in un fotoreporter quando si trova di fronte ad un fatto carico di sofferenze.
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ANDY ROCCHELLI IL CORAGGIO DI UN FOTOREPORTER

date » 17-06-2019 12:24

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tags » cesura, andyrocchelli, processo, fotogiornalismo,

Se non si trattasse di una vittima della guerra, e del suo lavoro sul fronte del conflitto in Ucraina, difficilmente i media si sarebbero occupati di Andrea Rocchelli. Un altro fotoreporter caduto sul lavoro, sabato scorso, 24 maggio. Eppure anche lui faceva parte del mondo dei media, ma dei fotografi I mass media parlano raramente, forse anche perché I documentaristi sono concorrenti di alcuni di essi come fonte d'informazione. Qui invece se ne parla, anche perché il luogo, Sloviansk, nella regione di Donesk, Ucraina orientale, è quasi quotidianamente sotto i riflettori dei media europei, certamente italiani.
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LE RICHIESTE DELLA FAMIGLIA AL PROCESSO PER LA UCCISIONE DI ANDY ROCCHELLI

date » 17-06-2019 12:19

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tags » cesura, andyrocchelli, processo, fotogiornalismo,

Un milione e 800 mila euro in totale per i genitori e la compagna di Andrea “Andy” Rocchelli, come risarcimento danni, e 15 mila euro per il collettivo Cesura Lab, da devolvere in beneficenza. I legali di parte civile hanno quantificato ieri le richieste all’udienza del processo per l’omicidio del 30enne fotografo pavese, ucciso da schegge di granata il 24 maggio 2014 nella regione del Donbass, in Ucraina, e il tentato omicidio del fotoreporter William Roguelon, 28 anni, rimasto ferito. Sul banco degli imputati c’è Vitaly Markiv, 29 anni, italo ucraino, ex militare della Guardia nazionale, per il quale il pubblico ministero Andrea Zanoncelli ha chiesto 17 anni di reclusione. Secondo la procura di Pavia, Markiv era al comando della milizia che sparò da una collina. Gli viene contestata anche l’aggravante della crudeltà: avrebbe agito contro persone inermi, durante un attacco condotto con aggiustamento progressivo del tiro. Markiv è in carcere in Italia dal 30 giugno 2017, prima come detenuto a Pavia e attualmente a San Vittore, a Milano. Nello stesso agguato in Ucraina era morto anche il giornalista russo Andrej Mironov, 60 anni. Markiv si proclama innocente, sostenendo che come soldato semplice poteva usare solo un fucile mitragliatore ed eseguiva degli ordini superiori.
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MOSTRA DI PAOLO PELLEGRIN A PISTOIA

date » 02-06-2019 22:02

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tags » fotogiornalismo, magnumphotos, pellegrin,

La fotografia contemporanea, in particolare quella dei fotoreporter e degli inviati di guerra, ha dovuto affrontare un problema che Susan Sontag aveva segnalato anni fa: il contenuto etico delle fotografie appare molto fragile. Forse solo mettendo in mostra i massacri, a partire dal massacro dei massacri che sono stati i Lager nazisti, ovvero esibendo l’orrore, solo così la fotografia può raggiungere e accrescere il nostro senso morale. Tuttavia Susan Sontag è stata perentoria nel suo saggio raccolto in Sulla fotografia: “Il limite della conoscenza fotografica del mondo è che, se può spronare le coscienze, non può essere alla lunga, conoscenza politica o etica. La conoscenza raggiunta attraverso le fotografie sarà sempre una forma di sentimentalismo, cinico o umanistico”.

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ANNIVERSARIO PER ANDY ROCCHELLI

date » 25-05-2019 12:06

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tags » fotogiornalismo, cesura, rocchelli,

Andrea Rocchelli, classe 1983, giornalista, fotoreporter freelance professionista, è stato fondatore e membro del collettivo di fotografi indipendenti Cesura.
Il portfolio fotogiornalistico di Rocchelli è molto variegato: ha documentato la Primavera Araba in Libia ed in Tunisia, le violazioni dei diritti umani in Kyrgyzstan e Ingushetia e le condizioni dei migranti nel meridione d’Italia e il loro sfruttamento da parte della criminalità organizzata.
L’Europa orientale e la Russia sono state aree geografiche di spiccato interesse per Rocchelli.
Le sue foto sono state pubblicate da testate della stampa internazionale quali Le Monde, Newsweek, The Wall Street Journal e Novaya Gazeta.
Al momento della sua uccisione Russian Interiors, il suo primo libro fotografico, era quasi completo. Il volume è stato pubblicato postumo da Cesura.
Il fotoreporter originario di Pavia è stato ucciso il 24 Maggio 2014 ad Andreyevka, nelle vicinanze della città di Sloviansk, in Ucraina Orientale, mentre documentava le condizioni dei civili intrappolati nel conflitto del Donbass. Insieme a Rocchelli quel pomeriggio erano l’attivista dei diritti umani ed interprete Andrei Mironov (anch’egli rimasto ucciso nel medesimo attacco) il fotoreporter francese William Roguelon, e un autista locale.

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